03/08/2009

Politica e Mezzogiorno d'Italia

Oltre ai proclami sul rilancio del mezzogiorno da parte di Silvio Berlusconi, attraverso il piano del suo ministro nordista (Tremonti) il dibattito intorno al partito del Sud, ha messo allo scoperto lo sguardo rivolto al nord da parte dell’attuale maggioranza di Governo succube del radicamento territoriale leghista nel settentrione d’Italia.I problemi del mezzogiorno sono noti e tranne semplici proclami, la politica non ha mai affrontato la questione . Parlando di questo governo non possiamo non far notare il saccheggio delle risorse destinate dal governo Prodi alle infrastrutture della Calabria e della Sicilia per finanziare l’abolizione dell’ICI, causa anche delle grosse difficoltà in cui oggi versano i comuni d’Italia.E’ necessaria una politica che metta al centro la questione meridionale, se c’è un problema legalità, questo non può essere motivazione d’abbandono, anzi lo Stato ha il dovere di far sentire la sua presenza, attraverso fondi alle forze dell’ordine, ma ha anche il compito di creare condizioni di sviluppo tali da rendere effettivamente moderno il mezzogiorno, a iniziare dalle infrastrutture: l’interminabile Sa-RC ad esempio, ma anche strade ferrovie e altre opere pubbliche. Ancora oggi, vi sono numerosi comuni meridionali senza la banda larga. Bisogna colmare il divario. Per far ripartire l’economia Italiana è necessaria la partecipazione anche del meridione, altrimenti sarebbe la zavorra eterna della nostra economia. I giovani laureati emigrano, non hanno prospettive, e se da una parte il paese invita i giovani ad andare all’estero non finanziando a dovere la ricerca scientifica, i giovani che decidono di restare non hanno alternativa, andare al nord. Anche questa è una delle cause di difficoltà Italiane. Bisogna capire fino in fondo che l’Italia è un unico paese e che questo divario nord-sud, nuoce alla nostra economia e al nostro paese.

  Francesco Meringolo
 Resp Mezzogiorno FGS

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